Questo articolo cercherà di rispondere alla domanda “Ci sono dei modi di vivere al di fuori di quello a cui siamo abituati?” portando un esempio innovativo, diverso e comunque funzionale di comunità, forse addirittura più del nostro, soprattutto se parliamo con un occhio rivolto al futuro...
Io fumo per avere il diritto di pensare per cinque minuti.
Sì, perché io abito in un monolocale nel centro di Bologna, con una sola finestra.
Una finestra la cui vista dà direttamente sul terrazzo della mia vicina. Dietro il terrazzo ci sono altri palazzi più alti, e quindi l’unico quadratino di cielo che riesco a vedere quando sono in casa è in alto a destra...
“I ragazzi ballavano alzando le gambe all’unisono, prima una e poi l’altra, ripetitivi fino all’alienazione, tenendo le braccia lungo il corpo, evitando di toccarsi, apparentemente attoniti ma consapevoli dello spazio intorno a loro, come in una parata militare totalitaria dove sono più importanti gli automatismi del battaglione che l’estro guerriero del singolo soldato. I barbari non ammettono complicazioni, pensai, e mi parve una cosa molto sensata”...
Nell’attuale panorama storico e culturale, le distopie intercettano paure collettive e interrogativi politici, sociali ed esistenziali. Col suo romanzo d’esordio, Valerio Covaia ci racconta in che modo questo genere continua a parlare ai lettori di oggi, uditorio sempre più vasto ed eterogeneo, e quali sono le più recenti modalità di fruizione letteraria...
Sarebbe bello poter dire che le distopie – per lo meno quelle letterarie – siano frutti autentici dell’immaginazione dei loro autori, partorite con straordinaria creatività e slegate da ogni riferimento reale. Purtroppo, però, per quanto fantasiosi fossero scrittori come George Orwell, si sono sempre ispirati a ciò che vedevano nel mondo che li circondava...
Quante volte al giorno scorri contenuti senza neanche pensarci? Ogni volta che apri un social, un’app di intrattenimento, un sito o persino un’email, stai a tutti gli effetti consumando un contenuto. Senza nemmeno rendercene conto, ognuno di noi durante la propria giornata è partecipe di questo grande evento collettivo del consumo, che in media ci ruba sei ore al giorno...
Frank McCourt, scrittore del Novecento, nasce a New York, ma la sua famiglia si trasferisce poco dopo in Irlanda. È qui a Limerick che cresce, nel Paese Verde, dove vive insieme alla madre e ai suoi fratelli, ma con un padre assente, e con una sola costante non lascia mai andare la loro quotidianità...
Una notte era con una puttana di alto costo
Non voleva chiedere il nome, solo pagare
Spegnere il fuoco che nasconde nelle fredde giornate
Sperava solo in un lieto soggiorno...
“Ucronia” è un termine che pochi, pochissimi, hanno già sentito prima. Emmanuel Carrère, però, gli dedica un libretto nel 1986, immolandosi alla causa di leggere le poche e noiose opere di questo genere letterario che non ha avuto nessun successo...
Immagina ballare senza muovere un solo muscolo. Niente passi, niente musica, niente corpo che vibra nello spazio. Solo parole, solo voce. È quello che accade in “We came to dance”, spettacolo...
Nella storia di Antigone e nella sua solida opposizione all’altrettanto rigida legge di Creonte che le sarebbe infine costata la vita lo spettatore del tempo poteva senz’altro leggere una distopia; sebbene il termine, pur in effetti provenendo dalla lingua greca, sarebbe stato coniato soltanto molti secoli più tardi. Qualora fosse perciò un abuso...