Cosa succede quando, in una quotidianità segnata dalla ripetitività e dall’inerzia, qualcuno alza la testa? Lo sguardo si posa su un mondo del lavoro sterile ma saturo, su una società frammentata, smarrita e distratta. È dalla prospettiva delle strade e dei portici di una Bologna che nonostante tutto pulsa ancora di energia vitale che arriva la nostra volontà di guardarci attorno, ma anche di essere visti.
L’Inetto è una rivista di stampo culturale e sociale che nasce spontaneamente fuori dalle aule della facoltà di Lettere di Bologna, e vuole riportare per iscritto quello che fino ad ora è sempre stato solo un dibattito fra amici. L’esigenza è quella di raccontare ciò che osserviamo attraverso la lente di chi sta cercando un posto nella cultura e nell’arte, scegliendo la critica e la passione e quindi i valori di empatia e convivenza. Tuttavia, in un mondo produttivista, segnato da nuovi conflitti e accelerato da tecnologie dirompenti, chi fa questa scelta è un “inetto”, una persona priva del riconoscimento della società perché incapace di vivere e contribuire al mondo reale.
Perciò questo è l’Inetto. È chi sceglie una facoltà umanistica nonostante “non si trovi lavoro”. È chi, davanti ai soldi, al successo e all’approvazione degli altri mette le proprie passioni, l’ispirazione, l’arte. È chi mette sempre in discussione ciò che legge su siti e giornali. È chi sceglie lo spirito critico rispetto alla semplicità delle cose. È chi vede le sfumature e non si ferma alla divisione tra il bianco e il nero. È chi osserva il mondo, a volte con speranza, a volte con preoccupazione. È chi non accetta il mondo così com’è e cerca di scovarne incoerenze e disuguaglianze.
Attraverso articoli critici, posizionati e filtrati dalla nostra lente, ogni due mesi scegliamo un tema per parlare di quei fenomeni culturali contemporanei in cui ci troviamo immersi e di raccontarne i pericoli, le sfumature e i danni, catturandone la nostra visione. Inetto raccoglie questa sfida e sceglie di parlare ai suoi simili, a chi sa di essere un inetto e vive in un mondo che glielo ripete in continuazione.