“I ragazzi ballavano alzando le gambe all’unisono, prima una e poi l’altra, ripetitivi fino all’alienazione, tenendo le braccia lungo il corpo, evitando di toccarsi, apparentemente attoniti ma consapevoli dello spazio intorno a loro, come in una parata militare totalitaria dove sono più importanti gli automatismi del battaglione che l’estro guerriero del singolo soldato. I barbari non ammettono complicazioni, pensai, e mi parve una cosa molto sensata”...