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#storia #cultura #femminismo#società

Hai mai pensato di essere una strega?

di Alessia Ventura

«Natura le ha fatte streghe». È il genio proprio alla Donna, e il suo temperamento. Nasce Fata. Per il regolare ricorso dell’esaltazione, è Sibilla. Per l’amore è Maga. Per acume, malizia, è Strega, e dà la sorte, almeno placa, inganna i mali.

La donna è stata la grande voce negata per tanto tempo, ma più che “negata” direi soppressa. Qui si vuole indagare i luoghi comuni e, in parte, i motivi per cui maghe, fate, e curatrici sono poi diventate streghe. Sull’argomento le informazioni note alla massa sono: la strega è colei che pratica la magia “oscura” o “nera”, è donna, ed è stata perseguitata, storicamente, tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna.


Il processo alle streghe più famoso è quello di Salem del 1692. Furono impiccate ben 19 donne e venne ucciso un uomo, su più di duecento indagati. Non tutti sanno che il processo di Salem è, però, uno degli ultimi strascichi arrivati nel continente americano da una persecuzione ben avviata in Europa e quasi ormai terminata. Nel continente europeo la caccia fu spietata, in diversa misura a seconda del paese: in Italia avvennero tra le 1000 e le 5000 uccisioni; nella Svizzera romanda circa 2000; in Germania tra le 20.000 e le 30.000; in Francia sulle 1.000-3.000…

Negli Stati Uniti la caccia alle streghe arriva tardi e, nel complesso, registra un numero “esiguo” di vittime (36 in totale).


Si pensi ora alla figura della strega, così come appare nella mente del lettore: ci sarà un cappello a punta, una scopa con cui volare, insomma, tutto ciò che è stato tramandato dalla cultura pop. Eppure le streghe malvagie, quelle che sono state uccise, non erano così: potevano essere vecchie, a volte giovani, sicuramente avevano capacità metamorfiche. C’è chi credeva avessero la capacità del volo con lo scopo di arrivare alle riunioni, i cosiddetti Sabba, dove praticavano sacrifici, rituali, anche cose squisitamente sessuali. Creavano pozioni d’amore, veleni, rapivano e mangiavano bambini, alle volte li dissanguavano. La strega, dunque, era una figura più lugubre di quella che si è tramandata; era vista e temuta come un mostro, come il diavolo di cui era incarnatrice, più spesso amante.


Un luogo comune è che la strega sia stata perseguitata principalmente dall’Inquisizione, e che quindi la grande caccia sia tutta colpa della Cristianità. La paura è sempre stata un modo per comandare le masse. Se ci fosse una figura nella società dai tratti non ben delineati, una figura che poteva celarsi comodamente in chiunque, la paura che poteva incutere questa figura doveva essere magistrale. Se a questo si aggiunge che i suoi poteri erano un dono dalla maggior minaccia dell’epoca: il Diavolo, il Demonio, Satana…allora la paura si sarebbe moltiplicata a dismisura. Pure nel caso in cui non si credesse a queste figure, non lo vedete come un espediente comodo per liberarsi di chi poteva recare un fastidio? Credete facesse comodo solo all’Inquisizione?

Jules Michelet nel suo trattato La Strega del 1862, ci dice come siano i tribunali laici e non quelli ecclesiastici ad aver fatto il maggior numero di vittime. Nei luoghi in cui l’Inquisizione deteneva il comando la persecuzione era più mitigata.


Non voglio delegittimare così i “meriti” della Chiesa: essa ha favorito largamente il dilagare della paura delle streghe. Uno dei modi migliori era la diffusione dei trattati stregonici, in cui venivano descritte le caratteristiche delle suddette creature, i loro poteri, le loro pozioni, e venivano anche riportati dei casi studio sperimentati dagli stessi scrittori dei trattati. Tra i più famosi, il Malleus Maleficarum, o Martello delle streghe del frate domenicano Heinrich Kramer e di Jacob Sprenger:


«Si deve dire l’eresia delle streghe, non degli stregoni: questi contano poco».


In Italia, Giovanni Francesco II Pico della Mirandola con il suo Strix, sive de ludificatione daemonum, o Strega, ovvero degli inganni de’ demoni. Per non parlare delle prediche pubbliche, come quelle tenute da Bernardino da Siena.


I trattati ed i discorsi in piazza, oltre a dare adito a nuove storie, a più paura, a più accuse, hanno anche permesso, come si evince dalla citazione del Malleus, che la stregoneria divenisse appannaggio unico delle donne. In origine, agli albori della caccia, le streghe non erano solo figure femminili, ma erano perseguitati anche gruppi di stregoni, perché l’accusa di stregoneria ne accompagnava altre come quella di nemico della patria, di dissidente, di pagano o di eretico; avevano questa doppia colpa. Ad un certo punto poi si è ritenuto più comodo far ricadere tutto il “merito” sul sesso femminile: l’unica donna perfetta che all’epoca poteva esistere nel mondo era la Madonna, alle altre non era concesso pensare ad altro, anelare ad essere qualcosa che non fosse la Vergine perfetta, quindi era conveniente la possibile persecuzione per tenerle al proprio posto.


Ora, con tutti i dati in nostro possesso, proviamo ad immaginare il pensiero dell’uomo dell’epoca. La strega esiste, è sempre esistita (Circe, Medea, etc.), e prima di essere perseguitata veniva chiamata con altri nomi: maga, veggente, curatrice. Per la Chiesa il regno dei morti non era una delle possibilità, era una certezza e la maggior parte della gente viveva per morire, per andare in Paradiso. Se queste streghe venivano associate al Demonio, è così assurda la paura che non condannandole ci sarebbe stato il rischio di non accedere all’unica fonte di luce: il Regno dei Cieli. Voi non avreste avuto paura di queste figure così potenti da potervi portare alla dannazione, da potervi privare del tanto agognato Paradiso?


Guardiamo la stregoneria con un occhio più arguto: se non foste stati parte di coloro che credevano alla storia dell’esistenza delle streghe, non avreste sfruttato la paura comune, e il fatto che non ci fossero prove tangibili del crimine a vostro favore? A volte bastava una semplice accusa, un’accusa di essere vittima di un filtro d’amore o di una maledizione, per portare le ‘streghe’ sul rogo. Se in mezzo ci mettessimo interessi di denaro, o di un marito per liberarsi della moglie e via dicendo, non sarebbe stata comoda questa caccia?


Immaginate ora di essere un uomo del periodo un po’ precedente, un uomo del ‘300. Le donne hanno delle caratteristiche particolari: sono sensuali, e l’uomo non riesce a non esserne attratto; amministrano le cure con le erbe, e ne deriva che sanno come utilizzare i veleni; sono forse stanche di essere sottomesse. Non si evince perché potevano essere d’impiccio? Le donne erano fastidiose insomma, magari più del solito. Non si sottomettevano alla cristianità, non abbastanza. In questo contesto, vi stupisce che sia nata e fiorita la strega?


Non penso e non ho le prove per affermare che sia stato un passaggio veramente cosciente, ma sarebbe così assurdo pensare che si volessero mettere a tacere le donne? Non è mai successo prima? Non succederà dopo? Non succede ancora? Se l’uomo vuole mantenere la sua presa ferma e ferrea sulla donna, c’è un modo migliore se non accusarla di un reato che solo lei può commettere, e le cui prove a carico sono le parole delle altre persone?


Per correttezza nei confronti del lettore, aggiungo qualche dettaglio: innanzitutto come la parte accusatrice sicuramente credeva all’esistenza delle streghe, anche alcune donne, disperate, si saranno date a quella che pensavano fosse “stregoneria”; ad esempio Matteuccia da Todi, che ammise, durante il suo processo, il proprio coinvolgimento con le pratiche stregonesche.

Inoltre è nota pure l’esistenza di pensatori che non hanno mai creduto nell’esistenza delle streghe: non tutti, quindi, erano abbagliati da questa favola.


Nello spazio di un articolo non si può parlare lungamente della storia delle streghe, ho solo voluto chiarire qualche luogo comune, dare qualche fonte. Ho provato in queste poche righe a rendere giustizia a quelle donne. Perché non si ribellavano, perché, alle volte, finivano per confessarsi streghe? Innanzitutto in  molti processi era implicata la tortura, e magari il loro confessare era per avere un po’ di respiro; oltre ciò qualcuna viveva essa stessa nell’illusione di essere una strega, il mondo era spaventoso e l’epurazione di queste donne veniva vista come benefica anche dalle donne stesse.


Dopo questa lettura e con questi dati alla mano, non vi siete sentiti un po’ streghe? Io sono donna, e forse è più facile, però pensateci un attimo a quanto sia semplice togliere la voce a tutto un gruppo di persone, in onore di credenze becere, in onore di comodità e furbizia. È così impossibile tornare a quel tempo, magari con diverse modalità? Magari la storia delle streghe mi affascina perché, se serviva così poco a condannare qualcuna, quella che sarebbe finita sul rogo, probabilmente, sarei stata io.

Per le fonti: CLICCA QUI

Inetto  |   inetto.rivista@gmail.com

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